Ti sei fatto molto male inciampando su una mattonella del cortile condominiale che era messa male, oppure sei caduto dopo aver messo il piede in una buca sul marciapiede o ancora sei scivolato su una macchia d’olio che si trovava sul pavimento del centro commerciale.
In tutti questi casi la colpa potrebbe non essere solo della tua imbranataggine o scarsa propensione allo sport (entrambe caratteristiche tipiche di chi vi sta parlando), ma di chi, proprietario del cortile, del marciapiede o del centro commerciale, non ha impedito che la mattonella fosse disposta in modo anomalo, o che la buca e la macchia d’unto ti facessero cadere.
Questo perché come dice l’art. 2051 del c.c. ciascuno è responsabile per i danni cagionati agli altri dalle cose che ha in custodia.
Per capirci, è un po’ come il padrone del cane che morde il passante ed è obbligato a pagare il danno, che ha cagionato al passante. Ecco allo stesso modo il proprietario del marciapiede o della mattonella, o del centro commerciale, deve risarcire il danno.
Perché non solo le cose vive come gli animali possono eventualmente creare un danno al prossimo, ma anche le cose inerti, inanimate, se non sono mantenute (o manutenute) in modo corretto.
Tuttavia ci sono dei limiti a questo principio, perché, per evitare che la colpa della caduta ricada solo sulla tua sbadataggine (o negligenza per dirla con una parolaccia tecnica), è necessario che la cosa che ti ha cagionato l’infortunio rappresenti un’insidia.
Cosa significa insidia?
Insidia significa, se guardiamo il vocabolario, un pericolo nascosto, non immediatamente visibile. Qualcosa che inganna la nostra percezione sensoriale, che sembra una cosa, ma che in realtà poi è un’altra.
Tornando ai nostri esempi, l’insidia che va bene per chiedere il risarcimento è la buca sul marciapiede coperta da foglie secche o da un foglio di giornale, la macchia d’olio di colore trasparente, la mattonella sollevata che si confonde in una serie di centinaia di mattonelle uguali disposte una vicino all’altra.
Questo risolve un equivoco molto comune che coinvolge i miei clienti quando vengono a studio e mi descrivono, in modo ovviamente appassionato, cosa è successo loro: la buca era enorme, era un cratere, questi maledetti del comune come possono essere così sconsiderati. Il vialetto del garage che percorro ogni giorno è da anni che è completamente dilaniato da voragini da granata come se ci fossero passati i tedeschi. Ecco, vi do una notizia, dovete sapere che queste circostanze NON depongono a vostro favore. Perché se la buca era un cratere, come hai fatto a non vederla? E se il vialetto, dove passi tutti i giorni da anni è in quello stato, dovresti conoscerlo bene. E perché sei caduto?
Detta in soldoni, più l’anomalia (la buca, la macchia per intenderci), è piccola, nascosta, subdola, meno siete responsabili voi per non averla evitata. Chiaro no?
Va detto, però, che non bisogna neanche esagerare in quest’altro senso, perché rischiamo di dare al proprietario del bene una chance di evitare di pagare il risarcimento.
Perché?
Perché il proprietario del bene non risponde del danno se prova che si è verificato per caso fortuito, che tradotto in qualcosa di comprensibile ai più, se prova di aver adottato, in relazione alle condizioni della cosa e alla sua funzione, tutte le misure idonee ed adeguate ad evitare il danno, non avendo potuto fare altro per impedirlo. In sostanza, di avere mantenuto una condotta caratterizzata da assenza di colpa.
Si perché se la circostanza insidiosa è così nascosta ed anomala, quindi scarsamente prevedibile, e non evitata persino dopo aver compiuto una seria attività di manutenzione della cosa, il proprietario dirà che non ha nessuna colpa.
Nel caso della macchia di unto al supermercato, in una causa in cui difendevo la società proprietaria del centro commerciale, attraverso i video delle telecamere di sorveglianza, riuscimmo a dimostrare che la macchia, che era del gelato caduto dal cono di un bambino, si era venuta a formare appena 30 secondi prima della caduta del povero cliente.
Ecco, in questo caso, il centro commerciale, per quanto si fosse dotato di una squadra di addetti alla pulizie particolarmente pronti e solerti a rimuovere tutte le macchie di unto che potevano comparire sui pavimenti del contro commerciale, non avrebbe mai potuto farlo in un tempo così ristretto di appena trenta secondi.
Ecco, compreso, dunque, cosa significa insidia, ecco i consigli pratici su cosa fare una volta che abbiamo subito l’infortunio.
- Come illustrato nel video su cosa fare in caso di incidente stradale, ribadisco che è di fondamentale importanza che andiate subito, immediatamente, al pronto soccorso più vicino, dichiarando all’accettazione di aver subito una caduta a causa di una mattonella, buca, macchia d’olio, insomma a causa di quello che vi è capitato.
- Dovete avere almeno un testimone. Quindi abbiate cura di raccogliere i dati personali, compreso il recapito, di chi ha assistito alla scena. Senza testimone non potete provare quello che è successo. Non potete provare neanche che stavate là quel giorno!
- Venite a studio. Avete, infatti, bisogno di un avvocato, che vi segua in tutte le fasi successive della pratica e che soprattutto invii la formale richiesta di risarcimento del danno al responsabile.
- Dopo esservi curati (ed aver conservato tutti i referti (quelli che volgarmente chiamiamo certificati), cartelle cliniche, esami strumentali (che sarebbero per intenderci eventuali lastre, elettrocardiogrammi, ecografie, tac ecc.) l’avvocato vi indicherà un medico legale al quale consegnerete tutta la documentazione e che dopo avervi visitato redigerà la perizia (o come diciamo noi, la consulenza medico-legale), necessaria a quantificare il danno subito. Insomma a trasformare in denaro i vostri dolori fisici e morali, patiti.
Anche in questo caso, come per l’incidente stradale, se avrete seguito alla lettera questi quattro punti, riceverete il vostro risarcimento probabilmente anche senza andare in causa.
